domenica, 04 maggio 2008

« [...]Vi è una Sicilia “babba”, cioè mite, fino a sembrare stupida; una Sicilia “sperta”, cioè furba, dedita alle più utilitarie pratiche della violenza e della frode. Vi è una Sicilia pigra, una frenetica; una che si estenua nell'angoscia della roba, una che recita la vita come un copione di carnevale; una, infine, che si sporge da un crinale di vento in un accesso di abbagliato delirio...
Tante Sicilie, perché? Perché la Sicilia ha avuto la sorte ritrovarsi a far da cerniera nei secoli fra la grande cultura occidentale e le tentazioni del deserto e del sole, tra la ragione e la magia, le temperie del sentimento e le canicole della passione. Soffre, la Sicilia, di un eccesso d'identità, né so se sia un bene o sia un male. Certo per chi ci è nato dura poco l'allegria di sentirsi seduto sull'ombelico del mondo, subentra presto la sofferenza di non sapere districare fra mille curve e intrecci di sangue il filo del proprio destino.
Capire la Sicilia significa dunque per un siciliano capire se stesso, assolversi o condannarsi. Ma significa, insieme, definire il dissidio fondamentale che ci travaglia, l'oscillazione fra claustrofobia e claustrofilia, fra odio e amor di clausura, secondo che ci tenti l'espatrio o ci lusinghi l'intimità di una tana, la seduzione di vivere la vita con un vizio solitario. L'insularità, voglio dire, non è una segregazione solo geografica, ma se ne porta dietro altre: della provincia, della famiglia, della stanza, del proprio cuore. Da qui il nostro orgoglio, la diffidenza, il pudore; e il senso di essere diversi.
[...]Ogni siciliano è, di fatti, una irripetibile ambiguità psicologica e morale. Così come l'isola tutta è una mischia di lutto e di luce. Dove è più nero il lutto, ivi è più flagrante la luce, e fa sembrare incredibile, inaccettabile la morte. Altrove la morte può forse giustificarsi come l'esito naturale d'ogni processo biologico; qui appare come uno scandalo, un'invidia degli dei.
Da questa soperchieria del morire prende corpo il pessimismo isolano, e con esso il fasto funebre dei riti e delle parole; da qui nascono i sapori cupi di tossico che lascia in bocca l'amore. Si tratta di un pessimismo della ragione, al quale quasi sempre s'accompagna un pessimismo della volontà.[...]
Il risultato di tutto questo, quando dall'isola non si riesce o non si voglia fuggire, è un'enfatica solitudine. Si ha un bel dire – io per primo – che la Sicilia si avvia a diventare Italia (se non è più vero, come qualche savio sostiene, il contrario). Per ora l'isola continua ad arricciarsi sul mare come un istrice, coi suoi vini truci, le confetture soavi, i gelsomini d'Arabia, i coltelli, le lupare. Inventandosi i giorni come momenti di perpetuo teatro, farsa, tragedia o Grand-Guignol. Ogni occasione è buona, dal comizio alla partita di calcio, dalla guerra di santi alla briscola in un caffè.
Fino a quella variante perversa della liturgia scenica che è la mafia, la quale fra le sue mille maschere, possiede anche questa: di alleanza simbolica e fraternità rituale, nutrita di tenebra e nello stesso tempo inetta a sopravvivere senza le luci del palcoscenico.
[...] Non è tutto, vi sono altre Sicilie, non finirò di contarle. »

Gesualdo Bufalino, grande conoscitore della Sicilia e della sicilianità, nello scritto "L'isola plurale", tratto dalla raccolta "Cere perse", ha delineato più di ogni altro le caratteristiche fondamentali dei siciliani, il carattere e le tendenze, causate da ragioni storiche, climatiche e insulari.

postato da: 97019 alle ore 00:11 | Permalink | commenti (6)
Commenti
#1   04 Maggio 2008 - 08:07
 
Non conoscevo questo brano...molto profondo e azzeccato in tutti i suoi punti.

A me, però, lascia il dubbio se essere orgogliosi della nostra sicilianità! Propendo per il si, ma non completamente!!

Ciao!
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#2   04 Maggio 2008 - 19:00
 
il dubbio è intrinseco nella tua sicilianità, normale.
Ti linko un mio post che è azzeccato al momento..riguardo ciò che hai appena detto..

http://97019.splinder.com/post/16728502/Essere+Siciliano

Grazie e torna a trovarmi!
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#3   04 Maggio 2008 - 21:26
 
complimenti vittoriese, ti linko.
(ho rubato la foto della moto ape rosa, postando le giuste credenziali d'appartenenza), la trovi qui:
http://sciclinews.com/news/La-vittoria-scontata-di-Venerina/0000004521

a presto e complimenti ancora per il Blog.
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#4   05 Maggio 2008 - 09:10
 
Un ritratto bellissimo della nostra isola. Non c'è una Sicilia, ma ci sono tante sicilie.

Sud.Est 2.0
utente anonimo

#5   05 Maggio 2008 - 11:57
 
Lo conoscevo questo pezzo bellissimo, l'avevo trovato scartabellando sul portale Sicilia di Wikipedia. Essere siciliano è anche una contraddizione continua, e io ne sono orgoglioso. Sono schifato di essere siciliano quando vedo come abbiamo (o hanno) ridotto questa regione che dovrebbe essere la Lombardia del meridione. Ma siccome ciù scuru i mezzanotti nun pò fari la speranza è sempre viva dentro di noi!

Andre-Orgoglio Terrone
utente anonimo

#6   06 Maggio 2008 - 13:16
 
Bello...
Ti leggo da qualche giornio, complimenti.
Sono della provincia eh :-)
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Commenti

categoria:sicilia bedda